Il ruolo della vitamina D nella funzione riproduttiva (dott. Umberto D'Angelo)



Per vitamina D si intende un gruppo di pro-ormoni liposolubili costituito da 5 diverse vitamine: vitamina D1, D2, D3, D4 e D5.
Le due più importanti forme nella quale la vitamina D si può trovare sono la vitamina D2 (ergocalciferolo)  e la vitamina D3 (colecalciferolo).

La sua assunzione può avvenire:
- Attraverso l’alimentazionein questi casi, infatti, molto spesso risulta essere carente e, per questo, risulta necessario intervenire con opportune integrazioni.
- Attraverso l’esposizione ai raggi del sole: viene prodotta da una serie di reazioni che avvengono, innanzitutto, a livello cutaneo grazie all’azione dei raggi ultravioletti sul colesterolo circolante nei capillari sottopelle e, subisce poi un’attivazione a livello epatico e renale al fine di essere convertita nella sua forma attiva.

Non tutti sanno, però, che tra le tante azioni importanti che la vitamina D svolge all’interno del nostro organismo, una in particolare è relativa all’ambito della fecondazione.
Il ruolo della vitamina D nella funzione riproduttiva maschile ha catturato l’attenzione della maggior parte dei ricercatori; questo perché il recettore della vitamina D (VDR) è presente nel testicolo umano, nell’epididimo, nelle vescicole seminali e negli spermatozoi e, inoltre, induce effetti non genomici sulla spermatogenesi.
La vitamina D agisce sottoforma di
- 1,25-idrossivitamina D (1,25 (OH)) promuovendo il calcio intracellulare attraverso i canali nella coda degli spermatozoi :
- CatSper, canali ionici che modulano i canali del calcio voltaggio-dipendenti  che sembrano essere specifici per lo sperma. Sono presenti sulla membrana del  flagello dello spermatozoo che reagisce con lo ione calcio presente nelle pareti dell'ovocita secondario. Quando il calcio penetra nel flagello, questa proteina muta la sua forma e consente al flagello stesso di diventare 20 volte più resistente, consentendo di fatto la penetrazione del nucleo all'interno dell'ovulo. A tal proposito, sono stati effettuati numerosi studi su topi geneticamente modificati dimostrano come, qualora questa proteina fosse disattivata, la fecondazione sia inibita
A tal proposito, sono stati effettuati numerosi studi su topi geneticamente modificati che dimostrano come, qualora questa proteina fosse disattivata, la fecondazione si inibisca.
Tra vari studi, merita di essere citato quello effettuato sul VDR knockout, un topo geneticamente modificato (GM) all’interno del quale è stata soppressa, a scopo dello studio, il gene che codifica per il recettori VDR, ed è stato osservato nei roditore maschio che hanno evidenziato una diminuzione relativa alla motilità e al numero degli spermatozoi ed una maggiore concentrazione degli ormoni  LH e FSH .

Ancora, un numero crescente di studi epidemiologici ha dimostrato l'associazione presente tra i parametri di vitamina D e la qualità dello sperma:
- In uno studio effettuato sulla popolazione generale della Danimarca sono stati selezionati 300 uomini (età media 19 anni) : coloro che presentavano livelli sierici di vitamina D (25 (OH) D) superiore a 75 nmol / L , ha dimostrato di avere il 13% in più di  spermatozoi mobili ed il 33% di spermatozoi morfologicamente normali e, dunque, valori superiori rispetto a coloro che, invece, presentavano livelli sierici di vitamina D inferiori a 25 nmol / L .

- In un altro studio sperimentale effettuato su 147 uomini (età media 29 anni) campionati dalla popolazione generale dello Utah, è stato dimostrato che gli uomini con livelli sierici di vitamina D (25 (OH) D) tra 50 e 125 nmol / L presentavano una motilità dello sperma maggiore del 16% ,  una presenza di spermatozoi morfologicamente normali del 36% ed un numero maggiore di spermatozoi totali del 109% rispetto a coloro che presentavano livelli sierici di vitamina D inferiori a 50 nmol / L . Inoltre, è stata evidenziata un’associazione inversa ad U con il numero totale degli spermatozoi per quanto riguarda la loro mobilità: gli uomini con livelli sierici di vitamina D (25 (OH) D) tra 50 e 125 nmol / L presentavano il 118% in più del numero totale degli spermatozoi rispetto a coloro che presentavano livelli sierici di vitamina D inferiori a 50 nmol / L e l’ 89% in più di spermatozoi mobili  evidenziati in soggetti che avevano  livelli sierici di vitamina D 125 nmol / L.


Anche se , ad oggi, nessuno studio ha rilevato la presenza di quanto la vitamina D possa influire sulla funzione riproduttiva maschile all’interno di coppie che cercano di concepire naturalmente un bambino, ma leggendo gli studi sopra citati è possibile dedurre quanto la presenza di livelli sierici elevati di vitamina D (25 (OH) D) possano migliorare la qualità del seme ed aumentare la percentuale di fecondazione.
Ci sarebbe molto da dire riguardo l’importanza della Vitamina D: nel prossimo articolo, approfondirò quanto possa essere importante la sua presenza all’interno dell’organismo femminile e, come bisognerebbe agire in caso di carenza.


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Il Dott. D’Angelo, terrà per voi un piacevole evento in cui saranno trattate tutte le problematiche che riscontriamo ogni giorno:
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- Difficoltà a perdere peso e possibili strategie da utilizzare. A tal proposito, si parlerà di un metodo rapido per la perdita di peso.
L’obiettivo del counselling sarà proprio quello di vedere insieme come è possibile ottenere miglioramenti rispetto a tali patologie grazie ad un’alimentazione specifica.
Inoltre, tratteremo la correlazione tra alimentazione ed infertilità, vedremo quanto un’alimentazione adeguata può aumentare le probabilità di concepimento all’interno di una coppia.
Infine, si parlerà di specifiche integrazioni che possono garantire al nostro organismo il raggiungimento di un equilibrio a cui non è possibile arrivare solamente attraverso una corretta alimentazione.
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 Dott. Umberto Alessandro D’Angelo
Nutrizionista

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