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AVERE UN FIGLIO. Prof. Raffaele Ferraro spiega la FERTILIZZAZIONE in VITRO e...

FIV.ET - Fertilizzazione in Vitro e Trasferimento dell'Embrione

Si tratta di una tecnica di 2° livello, che permette di affrontare problemi più rilevanti rispetto alla IUI (Inseminazione IntraUterina). 
E’ una metodica molto diffusa, in quanto permette il trattamento di disfunzioni sia di tipo maschile che femminile.
Questa tecnica viene consigliata nei casi di :
• patologia tubarica acquisita o congenita
• infertilità maschile moderata/seme crioconservato
• endometriosi
• infertilità inspiegata
• fallimento dell’iter di 1° livello.

Un ciclo consta di una serie di fasi: stimolazione ovarica, prelievo ovocitario, coltura, fertilizzazione e trasferimento.
Si ringrazia il Dott. Julio Herrero per la gentile concessione delle immagini pubblicate.



STIMOLAZIONE OVARICA

La prima fase consiste nella stimolazione ovarica al fine di un recupero di più ovociti. Dato che i livelli degli ormoni FSH e LH possono interferire con alcune modalità della stimolazione, si pone l’ovaio sotto il controllo di ormoni somministrati dall’esterno (sottraendo l’ovaio dalla regolazione di FSH e LH) e favorendo una crescita follicolare multipla. La crescita follicolare viene monitorata con controlli ecografici e dosaggi dell’estradiolo (ormone prodotto dai follicoli in via di sviluppo), sia per evitare un’eccessiva stimolazione sia per individuare il momento adatto per il recupero degli ovociti (pick-up). Quando i follicoli raggiungono uno stato adeguato di crescita, viene somministrato l’ormone gonadotropina corionica umana (HCG), al fine di indurre la fase finale di maturazione follicolare.

PRELIEVO OVOCITARIO 
Dopo circa 36-37 ore dalla somministrazione di HCG, gli ovociti vengono prelevati dai follicoli con un intervento per via transvaginale, sotto controllo ecografico, in anestesia locale o sedazione profonda. Generalmente, dopo circa 2 ore la paziente può essere dimessa.

RACCOLTA E PREPARAZIONE DEL LIQUIDO SEMINALE
Il partner maschile raccoglie il liquido seminale, che viene preparato in laboratorio per fertilizzare gli ovociti. 

FERTILIZZAZIONE IN VITRO 
Dopo la capacitazione, i gameti sono messi a contatto per circa 16-18 ore; in genere il 60-70% degli ovociti si fertilizza. Tale tecnica si può utilizzare solo qualora il seme trattato abbia almeno 1.000.000 sp.zoi/ml mobili. Se gli ovociti si fertilizzano, gli embrioni ottenuti (massimo 3) vengono trasferiti in utero.

TRASFERIMENTO EMBRIONALE
Gli embrioni vengono trasferiti, generalmente, per via vaginale, attraverso un piccolo catetere. La procedura è indolore e non necessita di anestesia.

Dopo 12 giorni dal trasferimento dell’embrione in utero, la paziente effettua un dosaggio ormonale (β-HCG) per stabilire se è iniziata una gravidanza, nel qual caso viene ripetuto per controllarne l’evoluzione. La prima ecografia è prevista alla 6-7 settimana di amenorrea (β-HCG > 1500mUI/ml). Se tutto procede bene, la paziente ha concluso il suo percorso di PMA e tornerà dal suo ginecologo di riferimento preoccupandosi però di mettere al corrente il centro di PMA dell’esito della tecnica.

Blog dott. Raffaele Ferraro

Il ruolo della vitamina D nella funzione riproduttiva (dott. Umberto D'Angelo)



Per vitamina D si intende un gruppo di pro-ormoni liposolubili costituito da 5 diverse vitamine: vitamina D1, D2, D3, D4 e D5.
Le due più importanti forme nella quale la vitamina D si può trovare sono la vitamina D2 (ergocalciferolo)  e la vitamina D3 (colecalciferolo).

La sua assunzione può avvenire:
- Attraverso l’alimentazionein questi casi, infatti, molto spesso risulta essere carente e, per questo, risulta necessario intervenire con opportune integrazioni.
- Attraverso l’esposizione ai raggi del sole: viene prodotta da una serie di reazioni che avvengono, innanzitutto, a livello cutaneo grazie all’azione dei raggi ultravioletti sul colesterolo circolante nei capillari sottopelle e, subisce poi un’attivazione a livello epatico e renale al fine di essere convertita nella sua forma attiva.

Non tutti sanno, però, che tra le tante azioni importanti che la vitamina D svolge all’interno del nostro organismo, una in particolare è relativa all’ambito della fecondazione.
Il ruolo della vitamina D nella funzione riproduttiva maschile ha catturato l’attenzione della maggior parte dei ricercatori; questo perché il recettore della vitamina D (VDR) è presente nel testicolo umano, nell’epididimo, nelle vescicole seminali e negli spermatozoi e, inoltre, induce effetti non genomici sulla spermatogenesi.
La vitamina D agisce sottoforma di
- 1,25-idrossivitamina D (1,25 (OH)) promuovendo il calcio intracellulare attraverso i canali nella coda degli spermatozoi :
- CatSper, canali ionici che modulano i canali del calcio voltaggio-dipendenti  che sembrano essere specifici per lo sperma. Sono presenti sulla membrana del  flagello dello spermatozoo che reagisce con lo ione calcio presente nelle pareti dell'ovocita secondario. Quando il calcio penetra nel flagello, questa proteina muta la sua forma e consente al flagello stesso di diventare 20 volte più resistente, consentendo di fatto la penetrazione del nucleo all'interno dell'ovulo. A tal proposito, sono stati effettuati numerosi studi su topi geneticamente modificati dimostrano come, qualora questa proteina fosse disattivata, la fecondazione sia inibita
A tal proposito, sono stati effettuati numerosi studi su topi geneticamente modificati che dimostrano come, qualora questa proteina fosse disattivata, la fecondazione si inibisca.
Tra vari studi, merita di essere citato quello effettuato sul VDR knockout, un topo geneticamente modificato (GM) all’interno del quale è stata soppressa, a scopo dello studio, il gene che codifica per il recettori VDR, ed è stato osservato nei roditore maschio che hanno evidenziato una diminuzione relativa alla motilità e al numero degli spermatozoi ed una maggiore concentrazione degli ormoni  LH e FSH .

Ancora, un numero crescente di studi epidemiologici ha dimostrato l'associazione presente tra i parametri di vitamina D e la qualità dello sperma:
- In uno studio effettuato sulla popolazione generale della Danimarca sono stati selezionati 300 uomini (età media 19 anni) : coloro che presentavano livelli sierici di vitamina D (25 (OH) D) superiore a 75 nmol / L , ha dimostrato di avere il 13% in più di  spermatozoi mobili ed il 33% di spermatozoi morfologicamente normali e, dunque, valori superiori rispetto a coloro che, invece, presentavano livelli sierici di vitamina D inferiori a 25 nmol / L .

- In un altro studio sperimentale effettuato su 147 uomini (età media 29 anni) campionati dalla popolazione generale dello Utah, è stato dimostrato che gli uomini con livelli sierici di vitamina D (25 (OH) D) tra 50 e 125 nmol / L presentavano una motilità dello sperma maggiore del 16% ,  una presenza di spermatozoi morfologicamente normali del 36% ed un numero maggiore di spermatozoi totali del 109% rispetto a coloro che presentavano livelli sierici di vitamina D inferiori a 50 nmol / L . Inoltre, è stata evidenziata un’associazione inversa ad U con il numero totale degli spermatozoi per quanto riguarda la loro mobilità: gli uomini con livelli sierici di vitamina D (25 (OH) D) tra 50 e 125 nmol / L presentavano il 118% in più del numero totale degli spermatozoi rispetto a coloro che presentavano livelli sierici di vitamina D inferiori a 50 nmol / L e l’ 89% in più di spermatozoi mobili  evidenziati in soggetti che avevano  livelli sierici di vitamina D 125 nmol / L.


Anche se , ad oggi, nessuno studio ha rilevato la presenza di quanto la vitamina D possa influire sulla funzione riproduttiva maschile all’interno di coppie che cercano di concepire naturalmente un bambino, ma leggendo gli studi sopra citati è possibile dedurre quanto la presenza di livelli sierici elevati di vitamina D (25 (OH) D) possano migliorare la qualità del seme ed aumentare la percentuale di fecondazione.
Ci sarebbe molto da dire riguardo l’importanza della Vitamina D: nel prossimo articolo, approfondirò quanto possa essere importante la sua presenza all’interno dell’organismo femminile e, come bisognerebbe agire in caso di carenza.


Intanto  Il 29 Novembre siete tutti invitati al Counselling 'Mangiare bene per restare in salute...sognando un figlio' che si terrà al Centro Iatropolis – Genesis Day Surgery Caserta – Via De Falco, 24 proposto dal Dott. Umberto Alessandro D’Angelo, biologo nutrizionista che sin dall’inizio della sua carriera si occupa del trattamento di malattie autoimmuni, patologie gastrointestinali e infertilità. 
Il Dott. D’Angelo, terrà per voi un piacevole evento in cui saranno trattate tutte le problematiche che riscontriamo ogni giorno:
- Reflusso gastroesofageo
- Gonfiore Addominale
- Permeabilità Intestinale e SIBO
- Difficoltà a perdere peso e possibili strategie da utilizzare. A tal proposito, si parlerà di un metodo rapido per la perdita di peso.
L’obiettivo del counselling sarà proprio quello di vedere insieme come è possibile ottenere miglioramenti rispetto a tali patologie grazie ad un’alimentazione specifica.
Inoltre, tratteremo la correlazione tra alimentazione ed infertilità, vedremo quanto un’alimentazione adeguata può aumentare le probabilità di concepimento all’interno di una coppia.
Infine, si parlerà di specifiche integrazioni che possono garantire al nostro organismo il raggiungimento di un equilibrio a cui non è possibile arrivare solamente attraverso una corretta alimentazione.
Per info e prenotazione, inviare una email a genesiscaserta@gmail.com oppure contattare il numero 3890596432.

 Dott. Umberto Alessandro D’Angelo
Nutrizionista

VARICOCELE. Di cosa si tratta e come fare. Ci spiega tutto il Dott. A. FERRARO

Il varicocele consiste in una dilatazione varicosa delle vene del plesso pampiniforme.
Il plesso pampiniforme è un insieme di vene che raccolgono il sangue proveniente dalle varie strutture del testicolo per poi risalire fino all’ingresso del canale inguinale, un passaggio che mette in comunicazione lo scroto (la “sacca” cutanea esterna che contiene i testicoli) e la cavità addominale.
Prima di entrare nel canale inguinale, le vene del plesso pampiniforme si accompagnano ad arterie, nervi, vasi linfatici ed al dotto deferente (che conduce gli spermatozoi alla prostata dove, unitosi al dotto della vescicola seminale, forma il dotto eiaculatore), costituendo un cordone (rivestito da strati di tessuto connettivo e muscolare) chiamato “funicolo spermatico”.  Questo funicolo attraversa il canale inguinale e si porta in cavità addominale, dove le strutture che lo compongono si separano e continuano il loro decorso.



Poniamo dunque la nostra attenzione sul destino della componente venosa: dal plesso pampiniforme origina la vena testicolare, la quale sbocca, a destra, nella vena cava inferiore  e, a sinistra, nella vena renale. 
Questo dato anatomico è molto importante, perché ci fa capire che la maggiore frequenza della formazione di varicocele a carico del testicolo sinistro non è un fatto casuale.
Le vene sono vasi sanguigni sottoposti a regimi di pressione molto meno elevati rispetto alle arterie. Al loro interno il sangue è dunque sospinto da una pressione di bassa entità, il che comporta una certa difficoltà nel fluire verso l’alto, dovendo vincere anche la forza di gravità. La natura ha ovviato a questo problema dotando la superficie interna delle vene di “valvole”, strutture che permettono al sangue di fluire in una sola direzione, impedendo così un eventuale flusso “al contrario” (retrogrado).  I lembi delle valvole sono praticamente delle estroflessioni della superficie interna della vena, ragion per cui, in caso di dilatazione varicosa, si distanziano impedendo alla valvola di chiudersi (i lembi non collabiscono). Come conseguenza di questo fatto, il sangue può fluire in senso retrogrado.
Questo fenomeno di dilatazione varicosa è maggiormente frequente a livello della vena testicolare sinistra, poiché questa si continua nella vena renale formando un angolo retto (90°), mentre lo sbocco della vena testicolare destra nella vena cava inferiore avviene formando un angolo acuto (minore di 90°).


Per capire questo concetto può essere utile immaginare questi punti di sbocco come degli incroci stradali: è certamente più facile inserirsi in una carreggiata seguendo una via di immissione graduale, piuttosto che dover affrontare un incrocio a “T”. A livello di questo incrocio a “T”, infatti, vi è una maggiore difficoltà del sangue a fluire dalla vena testicolare sinistra nella vena renale, causando così un progressivo accumulo di sangue (e conseguente dilatazione) che si ripercuote fino al testicolo, punto di partenza di questo “viaggio”.


Il varicocele è una patologia che può interessare tutti gli uomini. Una maggiore probabilità di svilupparla è stata però riscontrata in individui con particolare tendenza (anche familiare) alla formazione di vene varicose in altri distretti corporei, segno talvolta di una “debolezza” congenita della parete vascolare, ed in soggetti che presentano un ridotto tono del muscolo che avvolge il tratto iniziale della vena spermatica. 


SINTOMATOLOGIA:
La sintomatologia del varicocele include dolore ad uno o entrambi i testicoli, che può accompagnarsi ad una sensazione di peso o di tensione allo scroto. Le vene dilatate sono visibili sotto la cute e palpabili, mentre il testicolo del lato interessato si presenta di dimensioni ridotte, a causa del minore afflusso di sangue. Non sempre, però, il varicocele si manifesta con una particolare sintomatologia. Nella maggior parte dei casi esso è anzi asintomatico, e il paziente ne scopre l’esistenza in età adulta, spesso quando si reca dal medico per infertilità di coppia.


VARICOCELE ED INFERTILITÀ:
Circa il 35% dei pazienti infertili è infatti portatore di varicocele palpabile, di cui il circa il 72% presenta anche parametri seminali alterati, che sono invece normali solo in circa il 28% dei casi.
Il meccanismo con cui il varicocele influisce sulla spermatogenesi (la formazione e la maturazione degli spermatozoi), e quindi sulla fertilità maschile, non è ancora del tutto chiaro ed è a tutt’oggi oggetto di discussione.
Di fatto il testicolo interessato si riduce di volume man mano che la patologia avanza, e le statistiche precedentemente citate confermano la presenza di alterazioni del liquido seminale come la riduzione del numero di spermatozoi, della loro motilità ed il riscontro di difetti morfologici.

DIAGNOSI:
Fare diagnosi di varicocele è semplice e non richiede analisi invasive: è sufficiente un attento esame obiettivo, insieme all’ecocolordoppler delle vie seminali, che in caso di patologia evidenzierà un diametro della vena spermatica maggiore di 3 mm (col paziente in posizione distesa). E’ consigliabile inoltre uno spermiogramma, che potrà presentare parametri seminali variabili dalla normalità fino a forme di oligospermia (riduzione del numero di spermatozoi), astenospermia (riduzione della percentuale  di spermatozoi mobili al di sotto del 50%) o teratospermia (gli spermatozoi presentano una morfologia anomala).


TERAPIA:
Il trattamento è prevalentemente chirurgico, talvolta radiologico interventistico (in cui un catetere viene guidato radio graficamente con lo scopo di iniettare nella vena spermatica una sostanza “sclerosante”, che causa, cioè, la chiusura della vena responsabile del varicocele)


Dott. ANTONIO FERRARO
GINECOLOGIA-GENESIS DAY SURGERY - CENTRO IATROPOLIS

genesiscaserta@gmail.com

Al Centro Iatropolis nuovo COUNSELING su Fecondazione Assistita. TUTTE LE FOTO e un ospite speciale

Questo pomeriggio si è svolto il Counseling sulla Procreazione Medicalmente Assistita al Centro Iatropolis-Genesis Day Surgery di Caserta. Tante persone presenti e la testimonianza di Miriam Bella, scrittrice del libro 'Voglia di Fragole' che racconta il suo percorso con la nostra azienda, diretta dal Professore Ferraro, per diventare mamma. Un capitolo della sua opera è dedicato proprio al Professor Raffaele Ferraro. TUTTE LE FOTO





Fecondaz. Assistita al C. IATROPOLIS. Testimonianza di M. Bella: "Grazie al Prof. Ferraro sono mamma e ho scritto un libro anche su di lui"

Si è svolto questo pomeriggio al Centro Iatropolis-Genesis Day Surgery il counseling sulla Procreazione Medicalmente Assistita. Come sempre aula riunioni gremita di coppie che hanno voluto chiedere informazioni sul percorso o semplicemente ascoltare dal Prof. Ferraro e dal suo staff tutto ciò che è necessario sapere. Importante la testimonianza della scrittrice MIRIAM BELLA che ha dedicato un libro, 'VOGLIA DI FRAGOLE' alla sua avventura con il Prof Ferraro. Nel libro c'è un capitolo sul Professore Raffaele Ferraro. Li ascoltiamo.

Omocisteina: Infertilità e Aborti spontanei. Lo spiega il nutrizionista dott. Umberto D'Angelo

L’omocisteina è un amminoacido solforato che si forma all’interno del nostro organismo a partire dalla metionina, un amminoacido essenziale, che andiamo ad introdurre nel nostro organismo con l’alimentazione attraverso il consumo di carne, uova, latte e legumi.
Il metabolismo dell’ omocisteina viene regolato grazie all’azione di specifici enzimi e di alcune vitamine presenti nel sangue, in particolare:
- Vitamine B6
- Vitamine B12
-  Acido folico.
Se il consumo di queste vitamine è insufficiente, l’omocisteina che si trova all’interno del nostro corpo può indurre a stress ossidativo e infiammazione, può accumularsi nel sangue e può provocare danni alle pareti vasali modificandone sia la struttura che la funzionalità.

L’omocisteina fa parte di due metabolismi molto importanti senza i quali il nostro corpo non potrebbe detossificarsi: il ciclo del glutatione (potente antiossidante) e la SAM (S-adenosinmetionina), un composto naturalmente presente nell’organismo, che favorisce il processo di metilazione attraverso il quale dei gruppi metile (un atomo di carbonio e tre di idrogeno) sono trasferiti da una molecola ad un’altra. La metilazione è indispensabile per molti processi enzimatici e la SAM è  la migliore di tutti i donatori di metile.
E’ una sostanza di rilevante importanza per il cervello ma anche per tante altre funzioni dell’organismo: la sua presenza, dunque, risulta essere cruciale.

Recenti studi hanno evidenziato che concentrazioni plasmatiche elevate di omocisteina:
- Possono essere correlate ad un aumento del rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari
- Possono costituire un fattore di rischio per patologie neurodegenerative quali Malattia di Alzhaimer e Demenze.
- Possono costituire un fattore di rischio importante ed indipendente per fratture osteoporotiche sia negli uomini che nelle donne in età avanzata.

Ma soprattutto, può essere presente in donne in Gravidanza e può causare:
- Preeclampsia
- Distacco prematuro della placenta
- Basso peso alla nascita
- Aborti spontanei e ripetuti
- Morte del bambino alla nascita
- Può comportare difetti nel corso della crescita fetale



Si possono verificare due casi clinicamente rilevanti in cui i valori dell’omocisteina sono fuori i range di salute e sono:

1. Ipoomocisteinemia, è un caso molto raro in quanto è determinato, per lo più, da forte malnutrizione. I sintomi principali sono: stress ossidativo, basso apporto di metionina (che può accadere in caso di dieta vegana o una dieta basata troppo sui carboidrati), richiesta di proteine, scarso apporto di proteine o malassorbimento di proteine.

2. Iperomocisteinemia, risulta essere causata da un insieme di più fattori: alcuni di questi non sono modificabili (predisposizione genetica, sesso, età), altri sono difficilmente modificabili (stati patologici, terapie farmacologiche), mentre quelli legati a determinati stili di vita sono invece modificabili (tabagismo, eccessivo consumo di caffè e di bevande alcoliche, alimentazione scorretta, ridotta attività fisica). Pertanto la riduzione del consumo di caffè e di bevande alcoliche, una dieta varia e una supplementazione vitaminica mirata (Vit. B6, B12, e folati), possono ridurre i livelli di omocisteina anche in presenza di altre cause.

Di norma, il livello limite di omocisteinemia è di 14-15μmol/L, sotto il quale nessun medico vi dirà nulla, ma in chiave funzionale un valore sopra il 7 già è indice di difficoltà metilatoria e va, dunque, indagato.


Un test importantissimo per valutare la causa dell’iperomocisteinemia dal punto di vista genetico è effettuare un test di laboratorio per verificare la presenza delle mutazioni C677T e A1298C del gene MTHFR(5-metiltetraidrofolato ) nei seguenti casi:
-Malattie cardiovascolari premature o frequenti eventi CV maggiori in famiglia
- Trombo-embolismo venoso (trombosi venosa, embolia polmonare)
- Prima di assumere contraccettivi orali
- Poli-abortività o difficoltà ad avviare una gravidanza
- Infertilità maschile
- Necessità di trattamento con metotrexato o chemioterapici
- Aterosclerosi precoce
- Malattie autoimmuni, reumatologiche, MICI

È molto importante che le donne che decidono di concepire un bambino, vengano sottoposte a queste semplici analisi.
L’omocisteina, può non essere la causa, ma può costituire un fattore importante strettamente collegato all’infertilità e agli aborti spontanei.
                                         


                                                                       Dott. Umberto Alessandro D’Angelo
Nutrizionista
info: genesiscaserta@gmail.com

Sul famoso settimanale 'GENTE' l'articolo 'ADDIO INFERTILITA'' del Prof. RAFFAELE FERRARO. GUARDA LE FOTO






Non perdete il numero 43 di Gente (in edicola mentre vi scriviamo), il famoso settimanale nazionale. Come potete vedere dalle foto a pagina 121 è stato pubblicato un interessantissimo articolo del prof. Raffaele Ferraro dal titolo 'Addio infertilità'. Ne riportiamo qualche riga. "Desiderare un figlio e sperimentare l'impossibilità alienante di concepirlo naturalmente per molte coppie è un'esperienza difficile, dolorosa, traumatica. Pur di veder realizzato il proprio sogno, molti giovani decidono così di rivolgersi a professionisti specializzati nella cura di problemi di infertilità..."

Genesis Day Surgery - Fecondazione Assistita

L'esperienza ventennale, l'alta tecnologia e gli innumerevoli casi di successo fanno della Genesis Day Surgery un luogo di eccellenza nel campo della fecondazione assistita. Numerosi sono i servizi erogati dalla Genesis Day Surgery, come le consulenze specialistiche in ambito ginecologico, andrologico e psicologico, in cui i professionisti si prendono in carico la coppia con le proprie paure, cercando di personalizzare quanto più possibile il trattamento. Inoltre, la presenza di un laboratorio interno ad alta tecnologia permette di effettuare in tempi brevi e senza alcuna lista d'attesa gli esami specialistici, al fine di seguire l'iter diagnostico in modo rapido e sicuro.

Dopo aver completato l'iter diagnostico, in seguito ad un approfondito bilancio della fertilità, è possibile scegliere la tecnica più appropriata.
Infatti, è possibile effettuare dalle tecniche più semplici e meno invasive (di primo livello), come l'Inseminazione IntraUterina omologa (IUI), a quelle più complesse (di secondo e terzo livello) come la Fertilizzazione in Vitro e Trasferimento dell'Embrione) (FIVET), la Microiniezione IntraCitoplasmatica dello Spermatozoo (ICSI) o l'Iniezione Intracitoplasmatica di Spermatozooi Morfologicamente Selezionati (IMSI).

E' possibile, inoltre, effettuare la Biopsia testicolare con recupero di spermatozoi (TESE- MESA) nei casi di azoospermia e anche crioconservare il liquido seminale o frammenti di tessuto testicolare.
Il Centro effettua, infine, la crioconservazione dei gameti e degli embrioni sia attraverso Congelamento lento che mediante la nuova tecnica di Vitrificazione.

Direttore
Specialista in Fisiopatologia della Riproduzione Umana 

Responsabile Scientifico Andrologia e Urologia
Università  degli Studi di Napoli Federico II
Facoltà  di Medicina e Chirurgia

Responsabile Scientifico Laboratorio Embriologia
Università  degli studi di Napoli Federico II
Dipartimento di Biologia Strutturale e Funzionale


Specialista in Ostetricia e Ginecologia e Colposcopista

Dr. Giuseppe MONDRONE
Responsabile Laboratorio di Embriologia

Dr.ssa Alessia TORRE
Biologa

Dr.ssa Angela PREZIOSO (link in allestimento)
Ostetrica

Dr.ssa Lucia Lombardo
Psicologa Psicoterapeuta

Vittoria IADICICCO
Infermiera

Maria AMATO
Segreteria

Jenny FERRARO
Segreteria

Giuseppina FEOLA
Amministrazione