INFERTILITA' MASCHILE. Perchè si effettua lo SPERMIOGRAMMA? Risponde l'esperto

L’esame del liquido seminale o “spermiogramma” rappresenta la più rilevante indagine dello studio andrologico, che consente di stabilire se il partner maschile di una coppia debba essere effettivamente considerato infertile e, quindi, se il livello d’infertilità è tale da richiedere una procedura di fecondazione assistita e infine verso quale tecnica di fecondazione assistita è opportuno procedere. Tra le cause della sterilità maschile un ruolo di grande importanza è rivestito dalle alterazioni del numero degli spermatozoi, della loro motilità e della loro morfologia. È comunque da tener presente l’alta variabilità dei risultati, per cui in presenza di un esame anomalo esso deve essere ripetuto a distanza di tempo (a distanza di uno o due mesi anche se il primo esame ha dato esito negativo). Vi sono, infatti, fattori che possono alterare la qualità del liquido seminale, come l’assunzione di antibiotici, periodi di febbre alta precedente l’esame, il trasporto improprio del seme in laboratorio. L’OMS ha pubblicato un dettagliato protocollo di laboratorio, definendo i criteri standardizzati di valutazione del liquido seminale. Per il buon esito dei risultati sono necessari alcuni accorgimenti, ovvero un periodo di astinenza da rapporti sessuali non inferiore a tre giorni e non superiore a cinque giorni, raccolta mediante masturbazione in un contenitore di plastica sterile, possibilmente nella sede del laboratorio, oppure, laddove ciò non sia possibile, il campione deve essere consegnato in laboratorio entro 20 minuti dalla raccolta a temperatura costante di 25-35°C. Il liquido seminale va valutato da un punto di vista macroscopico e microscopico.

Valutazione macroscopica: L’analisi macroscopica prende in considerazione le caratteristiche chimico-fisiche e reologiche del liquido seminale, in particolare si valutano i seguenti parametri:
-Volume dell’eiaculato: il volume dell'eiaculato (in condizioni normali da 2 a 5 ml) è un marker della funzionalità delle vescichette seminali, in quanto queste producono dal 50 all'80% della componente liquida dello sperma. La prostata contribuisce per il 15-30% e il rimanente è fornito dalle ghiandole uretrali accessorie e dal deferente;
-pH: il liquido seminale ha normalmente un pH alcalino, che oscilla tra 7,5 e 25 7,8, ed è la risultante tra la secrezione basica delle vescichette seminali e la secrezione acida della prostata. Un pH inferiore a 7 è espressione di disfunzione delle vescichette seminali, un pH superiore a 7,8, in presenza di leucociti, indica la presenza di un’infezione;
-Aspetto: il colore del liquido seminale è normalmente grigio opalescente. In un referto di uno spermiogramma sarà possibile leggere però anche altre diciture come lattescente, pioide, bruno (ematico). Un aspetto lattescente, specialmente se accompagnato da un ridotto volume ed un pH acido, può riflettere un danno a carico delle vescichette seminali, mentre l'aspetto giallognolo pioide è indice di una contaminazione urinaria, della presenza di granulociti, di una netta prevalenza della componente delle vescichette seminali oppure raramente dalla presenza di bilirubina;
-Liquefazione: appena emesso, lo sperma coagula per poi liquefarsi. La liquefazione si completa nel giro di 30' a temperatura corporea (37 °C). La coagulazione avviene per opera di enzimi prostatici: Una mancata coagulazione dello sperma, oltre che uno scarso volume, indica una disfunzione delle vescichette, o una loro agenesia. L'eccessiva viscosità impedisce il normale movimento degli spermatozoi.
Valutazione microscopica L’analisi microscopica fornisce invece i seguenti parametri:
-Concentrazione degli spermatozoi: deve essere superiore ai 20 milioni di spermatozoi per ml di liquido seminale;
-Motilità: tale parametro viene valutato sia da un punto di vista qualitativo, sia da un punto di vista quantitativo, distinguendo i movimenti rettilinei rapidi e progressivi (motilità a) dai movimenti rettilinei lenti e progressivi (motilità b), dai movimenti discinetici (motilità c) per arrivare agli spermatozoi immobili (motilità d). La motilità dipende fisiologicamente dalla durata dell'astinenza (diminuisce dopo il quinto giorno) e può essere influenzata dalla temperatura di conservazione del campione, dall'incompleta liquefazione o dall'aumento della viscosità;
-Morfologia: gli spermatozoi possono presentare anomalie della testa, del tratto intermedio, della coda e possono presentare anche residui citoplasmatici. In un seme normale devono esserci almeno il 14% di spermatozoi morfologicamente normali;
-Vitalità: si valuta con il test dell’eosina, la presenza di un’ampia percentuale di spermatozoi vitali ma immobili può essere indicativa di alterazioni strutturali del flagello;
-Altre cellule: l’eiaculato contiene normalmente elementi cellulari diversi dagli spermatozoi, comunemente definiti round cells (cellule rotonde). Queste includono le cellule epiteliali del tratto genito-urinario, le cellule dell’epitelio prostatico, le cellule germinali immature ed i leucociti.
-Zone di spermioagglutinazione: per agglutinazione degli spermatozoi si intende che gli spermatozoi motili aderiscono l’uno all’altro testa a testa, coda a coda, o in modo misto, testa a coda. La presenza di agglutinazione suggerisce, ma non è segno determinante, una infertilità di natura immunologica
-Ricerca di anticorpi anti-spermatozoo (ASA): la presenza di ASA nel liquido seminale sembra essere correlata con un ridotto tasso di gravidanze. Gli ASA si riscontrano anche nel siero, oltre che adesi sulla superficie dello spermatozoo e/o nel plasma seminale. Il ruolo di questi anticorpi, che appartengono quasi esclusivamente alle classi IgG e IgA, nell’infertilità è complesso, in quanto sembra che interferiscano con la motilità degli spermatozoi, con la penetrazione di questi ultimi nel muco cervicale, con la reazione acrosomiale e l’interazione con la zona pellucida dell’ovocita. I test più frequentemente usati per la determinazione di ASA sono l’ImmunoBead Test (IBT) e il Mixed Antiglobulin Reaction Test (MAR Test).
A seguito dell’esecuzione di almeno due esami seminali è possibile distinguere delle alterazioni patologiche che riguardano:
-Alterazioni del volume del liquido seminale: ipoposia (volume inferiore a 0,5 ml) può essere espressione di una patologia ostruttiva dei dotti eiaculatori, di deficit secretivo delle vescicole seminali o di ridotta secrezione testosteronica primitiva o secondaria iperposia (volume superiore a 6 ml) può riflettere un’alterazione flogistico- irritativa delle vescicole seminali e della prostata aspermia (assenza di eiaculato) alterazioni del tempo di liquefazione: l’assenza di liquefazione potrebbe essere indice di agenesia dei vasi deferenti o di processi infiammatori delle vescicole seminali e della prostata)
-Alterazioni del pH seminale: un aumento dell’alcalinità potrebbe essere espressione di patologie flogistiche, mentre un pH seminale più acido potrebbe essere indice di patologie ostruttive
-Alterazioni della concentrazione degli spermatozoi: oligozoospermia: concentrazione di spermatozoi inferiore a 20 milioni per ml, viene divisa ulteriormente in: lieve (inferiore a 20 milioni/ml, ma superiore a 10) moderata (inferiore a 10 milioni/ml, ma superiore a 5) severa (inferiore a 5 milioni/ml) criptozoospermia: concentrazione inferiore a 1 milione/ml azoospermia: assenza di spermatozoi nell’eiaculato, la diagnosi deve essere posta solo dopo un’accurata analisi del sedimento post-centrifugazione a 300 rpm per 15 minuti;
-Alterazioni della motilità: astenozoospermia: motilità a + b < 50% lieve: compresa tra 30% e 50% moderata: compresa tra 20% e 30% severa: inferiore al 20%
-Alterazioni della morfologia: teratozoospermia: spermatozoi morfologicamente normali inferiori al 30%.

Dott. GIUSEPPE MONDRONE
Biologo - Genesis Day Surgery Caserta
per info: genesiscaserta@gmail.com

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