DOPO UN TERREMOTO. Le conseguenze SUI BAMBINI e COME AIUTARLI (Dott.ssa LOMBARDO)

TERREMOTO, BAMBINI A RISCHIO: COME AIUTARLI.
La credenza più diffusa è che i bambini “non capiscano” o siano meno sensibili di noi adulti alle esperienze traumatiche. Niente di più sbagliato! I bambini sentono la stessa paura, rabbia, confusione, lo stesso smarrimento di noi adulti, con la differenza che loro non sono in grado di chiedere aiuto. Deve essere l’adulto a spiegare loro cosa è successo e cosa accadrà. Il silenzio è un danno, non è un aiuto. Il silenzio aumenta l’incertezza, la paura, la preoccupazione causando sintomi comportamentali per i più piccoli e sintomi emotivo- relazionali per i più grandi.
Come aiutare i bambini in situazioni di emergenza?
Ascoltarli, confortarli, rassicurarli, creare spazi dedicati a loro, anche ludico creativi in modo che possano esprimere ciò che pensano e sentono. I bambini, come gli adulti, vanno aiutati a parlare di come si sono sentiti durante l’esperienza traumatica e di come si sentono dopo di essa. Per bambini molti piccoli può essere utile il disegno per aiutarli ad esprimere ciò che sentono, in modo che non restino fisse le immagini della catastrofe.
Quando i bambini fanno domande dare messaggi chiari, rispondere in maniera aperta e sincera rispetto a quello che è successo e succederà, tenendo conto dell’età del bambino/a.
Inoltre, sarà utile riportarli gradualmente alla quotidianità, che non significa far finta di nulla, ma fare in modo che riprendano un esistenza normale con il gioco, lo studio, le relazioni affettive. Nelle tendopoli dare ai bambini più grandi il ruolo di essere loro stessi volontari per i più piccoli li rende attivi e presenti.

Dott.ssa Lucia ANNA LOMBARDO
Psicologa-Psicoterapeuta
Centro Iatropolis-Genesis Day Surgery
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