La chirurgia plastica accresce il benessere psicofisico ma... (Parla la dott.ssa Lombardo)

Molte persone sognano un aspetto esteriore il più perfetto possibile.

Un numero sempre crescente di persone nel mondo si affida nelle mani di un chirurgo plastico per correggere piccole imperfezioni oppure difetti naturali piuttosto evidenti che rendono difficile condurre una vita “normale”. L’Italia non fa eccezione, occupa, infatti, il terzo posto tra i Paesi che ricorrono alla chirurgia plastica.

Va fatta differenza – afferma la Dott.ssa Lucia Lombardo – tra interventi di chirurgia plastica ricostruttiva, quelli che servono per correggere un reale difetto fisico, e chirurgia plastica estetica, quelli a cui ricorrono spontaneamente le persone perché vedono inadeguate parti del proprio corpo. Il motivo per cui molti ricorrono a interventi di chirurgia estetica risponde a un bisogno profondo di piacersi ed essere accettati, specchio di una società dove “apparire” è prioritario. Gran parte di coloro che affollano le cliniche dei chirurghi plastici soffre di problemi psichici, come depressione, ipocondria o forti difficoltà nei rapporti con altre persone. Ma questo non vale per tutti.

Desiderare un intervento di chirurgia estetica non è di per sé indice certo di psicopatologia. Chi si fa in via eccezionale un lifting o una liposuzione, di solito riesce a stare meglio con se stesso e con gli altri. Attenzione però, la stima di sé non aumenta solo attraverso qualche ritocco, l’idea che ognuno ha di se stesso dipende da tanti fattori e non solo dalle dimensioni e dalla forma del corpo. Molti affrontano ripetutamente il bisturi per correggere errori immaginari, senza raggiungere mai un risultato accettabile ai propri occhi.

Chi è convinto in modo maniacale che il proprio aspetto esteriore sia difettoso – prosegue la Dott.ssa – soffre di una psicopatologia nota come dismorfofobia, ovvero la preoccupazione per un difetto fisico, che può essere totalmente immaginario, oppure se è presente realmente un piccolo difetto fisico, la preoccupazione è eccessiva rispetto all’evidenza reale. La dismorfofobia fa parte della categoria dei disturbi somatomorfi caratterizzati dalla preoccupazione di dolori e sintomi fisici che non sono causati da un situazione medica, né derivano dall’uso di farmaci. I dismorfofobici vivono e vedono come difettoso e deforme il proprio corpo. Tale preoccupazione può riguardare diverse parti del corpo.
La parte del corpo di cui le persone si preoccupano di più, secondo recenti studi, è la testa, in particolare il volto, seguito dai capelli, dalla pelle e dagli occhi. Per le donne inoltre va aggiunto il seno e per gli uomini il pene. Di solito la dismorfofobia ha inizio nell’adolescenza e nella prima età adulta, periodo in cui non si ha un’autostima consolidata.
Ma come si riconosce una persona che soffre di dismorfofobia?
In genere, descrivono in maniera molto dettagliata le presunte deformazioni fisiche. Allegano anche foto dimostrative mediante le quali vogliono illustrare il  proprio ideale. Sono persone che mostrano un comportamento bizzarro e si esprimono in modo originale.
È molto difficile dissuadere tali persone dell’inesistenza di un anomalia nonostante la visita medica dimostri con chiarezza che da un punto di vista oggettivo non esiste alcun difetto fisico.
Qual è un comportamento adeguato per uno specialista in questa circostanze?
Gli specialisti in chirurgia plastica sono molto informati sugli aspetti psico-sociali di alcuni pazienti già durante la loro formazione.
Un comportamento utile sarà quello di mostrare massima comprensione possibile e di suggerire, con molta cautela e prudenza un aiuto psicologico e/o psichiatra.

Dott.ssa Lucia Anna Lombardo
Psicologa-Psicoterapeuta

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