L’età media delle madri al parto è di 33,3 anni tra le italiane e 31,3 anni tra le cittadine straniere. L’età media al primo figlio è per le donne straniere pari a 29,4 anni e superiore a 31 anni per le italiane, con variazioni regionali. Il 41,5% delle madri italiane ha una scolarità medio alta, il 21,9% medio bassa e il 36,6% ha conseguito la laurea mentre tra le donne straniere prevale una scolarità medio bassa (40,9%). L’analisi della condizione professionale evidenzia che il 62,4% delle madri italiane ha un’occupazione lavorativa, il 26,3% sono casalinghe e il 15,4% sono disoccupate o in cerca di prima occupazione mentre tra le donne straniere la percentuale di casalinghe è pari al 50,5%.
Il rapporto inoltre ci informa che nel 77,1% delle gravidanze si effettuano più di 3 ecografie, a conferma del consolidamento di una pratica che si discosta notevolmente dalle 2 ecografie raccomandate dalla linea guida nazionale e da quanto previsto dai livelli essenziali di assistenza. Il numero medio di ecografie effettuato dalle donne residenti nel Nord del Paese è inferiore rispetto a quello rilevato nelle Regioni del Sud e, come nei precedenti anni, il numero non presenta differenze in caso di gravidanza fisiologica o patologica a conferma di una inappropriatezza prescrittiva, spia di un eccesso di medicalizzazione dell’assistenza.
Il ricorso a una tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA) risulta, in media, in 4,2 gravidanze ogni 100, in crescita rispetto agli anni passati. La tecnica più utilizzata è stata la fecondazione in vitro con successivo trasferimento di embrioni nell’utero (FIVET) (48,2%), seguita dal metodo di fecondazione in vitro tramite iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI) (36,4%). Nel 49,01% dei concepimenti da PMA è stato effettuato un cesareo e la percentuale di parti plurimi si conferma maggiore (6,6%) di quella registrata nel totale delle gravidanze (1,4%), seppur in diminuzione rispetto agli anni precedenti grazie all’avanzamento delle tecniche e alla politica del “single embryo transfer”.
Per quanto riguarda la Campania siamo la seconda regione italiana dopo il Trentino Alto Adige ad avere il maggiore tasso di natalità. I parti, in Campania, per il 61,1% avvengono in strutture pubbliche, per il restante in quelle private e l'età della madre al primo figlio varia tra i 30 ed i 32 anni. Vola la PMA nella regione Campania: nel 2024 ben 1527 parti sono arrivati con la fecondazione assistita (davanti solo la Lombardia in Italia). Qyuasi il 50% ha adottato la tecnica FIVET, il 30% l'ICSI.
Vi ricordiamo che il Centro Iatropolis-Genesis Day Surgery di Caserta, sito in via De Falco, è leader per ciò che riguarda la ginecologia e la fecondazione assistita con oltre 700 trattamenti nel solo anno 2025. Da decenni infatti il dottore ginecologoco Raffaele Ferraro è impegnato in questo ed anche, come Direttore Sanitario, nella crioconservazione degli ovoiciti e degli spermatozoi che consente a chiunque di posticipare il sogno di diventare genitori.
