Essa può portare anche ad una predisposizione verso infezioni (esempio: candidosi di grado lieve o moderato) e produce una importante riduzione di lubrificazione. I sintomi più frequenti, quando si ha a che fare con la vaginite atrofica, sono distrofia, dispareunia, ectropion, prurito della vulva, bruciore e sanguinamento. Per quanto rigaurda la terapia, essa deve essere sempre decisa dal ginecologo dopo aver visitato la paziente. Abitualmente la vaginite aterofica si attacca con la somministrazione di estrogeno. Non di rado vengono prescritte pomate oppure ovuli intravaginali a lento rilascio. Ma il medico può anche optare per l'uso di un laser ad anidride carbonica (CO2) in modalità frazionata che produce una rigenerazione sia dell'epitelio che del tessuto connettivo della mucosa vaginale.
