Dal ginecologo. Malattie sessualmente trasmesse: il Trichomonas è un parassita che provoca bruciore, arrossamento, prurito e

Continuiamo il nostro viaggio nelle malattie sessualmente trasmissibile è affrontiamo il Trichomonas. Si tratta di un parassita la cui via di trasmissione è prevalentemente sessuale, ma non si può escludere il contagio attraverso oggetti (biancheria, asciugamani, toilette, acqua) contaminati.

I sintomi sono bruciore, arrossamento, prurito ai genitali, con aumento della secrezione vaginale che assume un colore gialloverdastro.L’infezione resta localizzata ai genitali, e non provoca danni permanenti. È stato ipotizzato che in gravidanza possa determinare rottura precoce delle membrane. La terapia deve essere eseguita per via orale, ed estesa al partner anche se asintomatico. La diagnosi dell’infezione si può fare con la semplice visita se i sintomi sono chiari. Altrimenti, la presenza di questo microrganismo si può diagnosticare con l’esame microscopico e colturale (tampone vaginale) o, occasionalmente, attraverso il pap-test.

Malattie sessualmente trasmissibili. Può causare danni alle articolazioni: la gonorrea

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta delle malattie sessualmente trasmissibili. Oggi ci occupiamo della gonorrea o blenorragia, volgarmente definita anche “scolo”. Si tratta di una malattia localizzata prevalentemente agli organi genitali, anche se in fase tardiva, se non curata, può causare danni alle articolazioni. È attualmente piuttosto rara, per il miglioramento nella diagnosi e nella terapia, e per il fatto che, come per la sifilide, il batterio che causa la gonorrea è molto sensibile alla terapia antibiotica somministrata per qualsiasi causa. È causata da un batterio, la Neisseria Gonorreae. Nella donna i sintomi sono poco specifici, come perdite vaginali giallo-verdastre, mentre nell’uomo l’infezione causa intenso bruciore ad urinare e secrezione purulenta dall’uretra. Se trascurata, la gonorrea può causare riduzione della fertilità sia nel maschio che nella femmina. La diagnosi si effettua tramite l’esame colturale del secreto vaginale nella femmina e del secreto uretrale nel maschio. La terapia antibiotica è semplice e determina pronta guarigione.

Dal ginecologo. Malattie sessualmente trasmesse: la Clamidia può determinare infezioni genitali asintomatiche

Tra le malattie sessualmente trasmesse un posto importante lo occupa la Clamidia. Essa determina infezioni genitali che possono decorrere in modo del tutto asintomatico, ma che possono causare danni permanenti degli organi genitali. Nella femmina l’infezione da Clamidia può determinare infezioni pelviche, cioè della parte bassa dell’addome dove sono localizzati utero, tube e ovaie, causando occlusione delle tube e conseguente sterilità. 

Nel maschio la Clamidia può causare prostatiti e conseguente possibile riduzione della fertilità. Per questo è importante fare una diagnosi tempestiva, anche se la mancanza di sintomi la rende difficile da sospettare. Sembra infatti che questa infezione sia piuttosto diffusa, tanto che negli Stati Uniti sono stati rilevati tassi di infezione fino al 20-30% della popolazione giovane sessualmente attiva. In alcuni paesi infatti è stato proposto che l’esame per l’individuazione della clamidia venga esteso a tutti soggetti a rischio, cioè soprattutti i giovani.La diagnosi richiede l’esecuzione di un test di laboratorio specifico sul secreto vaginale della femmina o uretrale del maschio. 

La terapia antibiotica è semplice, rapida e risolutiva, e naturalmente va estesa a tutti i contatti sessuali. Il Centro Iatropolis-Genesis Day Surgery di Caserta, diretto dal Dottore Raffaele Ferraro è leader per ciò che riguarda la ginecologia e la Procreazione Medicalmente Assistita (oltre 700 cicli l'anno). Per info e prenotazioni potete scrivere a genesiscaserta@gmail.com oppure chiamre il numero 0823-325388. 

Dal ginecologo. L'infezione genitale da Candida, facilmente trasmissibile attraverso i rapporti sessuali

La Candida è un fungo, o micete, molto diffuso. Può causare infezioni della pelle e delle mucose orali e genitali. L’infezione genitale da Candida è facilmente trasmissibile attraverso i rapporti sessuali, ma spesso insorge anche indipendentemente dai rapporti, perché questo fungo fa parte della normale flora batterica intestinale e può colonizzare per semplice vicinanza i genitali. L’infezione è più frequente durante la gravidanza, in seguito a terapie antibiotiche, nei soggetti diabetici o con riduzione delle difese immunitarie.Il trattamento si avvale di farmaci antimicotici, per via locale o per via orale. In caso di vaginite da Candida, spesso viene trattato anche il partner, anche se non presenta sintomi, perchè potrebbe essere portatore dell’infezione.

L’infezione da Candida determina bruciore, prurito e arrossamento dei genitali. Nella vaginite da Candida c’è una secrezione biancastra, a fiocchi, simile a ricotta. Normalmente l’infezione si cura rapidamente e prontamente, ma in una piccola percentuale di casi può recidivare o persistere: in questi casi è necessario ricorrere alla terapia orale, eventualmente con dosi ripetute e prolungate nel tempo. L’infezione da Candida, anche se recidivante, non provoca mai danni agli organi genitali o ad altri organi. La diagnosi dell’infezione si può fare con la semplice visita se i sintomi sono chiari. Altrimenti, la presenza di questo microrganismo si può diagnosticare con l’esame microscopico e colturale (tampone vaginale) o, occasionalmente, attraverso il pap-test.

Crioconservazione e fecondazione assistita sempre più di attualità al giorno d'oggi

Interessano circa il 15% delle coppie le situazioni legate a sterilità ed infertilità. Il dato, per lo più, è legato alla mancanza di stabilità lavorativa, a fattori strettamente economici oppure ad una fragilità della coppia. Tutto questo porta la donna (o i due potenziali genitori) a ricercare il primo figlio in età sempre più tardiva. E questo non è un bene. Infatti il periodo di massima fertilità è per la donna intorno ai 25 anni di età. Successivamente si va incontro ad una costante riduzione, specialmente dopo i 35 anni.
Anche lo stile di vita ha la sua importanza: problemi di peso, intesi sia come obesità che eccessiva magrezza, sono la causa del 6% della sterilità primaria e del 12% di quella totale e, nella stragrande maggioranza dei casi (70%), il semplice ritorno al proprio peso-forma permette di ristabilire la fertilità.
 

Il fumo di sigaretta, poi, è la causa di circa il 13% dell’infertilità femminile, poiché le sostanze contenute nel fumo non solo interferiscono con la maturazione degli ovociti, ma riducono anche la probabilità di successo delle tecniche di fecondazione assistita. Tale condizione è per fortuna reversibile, per cui smettere di fumare permette di recuperare la condizione di fertilità se non vi sono altre cause concomitanti. Oltre al fumo, anche l’inquinamento ed il consumo di alcol e droghe influiscono negativamente sulla fertilità. 

 Nella donna, le maggiori cause di sterilità sono rappresentate da disturbi ovulatori, come l’anovulazione cronica o l’ovulazione irregolare; da alterazioni anatomiche, come tumori benigni dell’utero (miomi), anomalie o lesioni del collo dell’utero e delle tube di Falloppio (che possono essere causate da agenti infettivi); dall’endometriosi, patologia che vede l’endometrio (il tessuto che riveste internamente la cavità uterina) crescere ed espandersi al di fuori dell’utero (ad esempio nelle strutture addominali) ed infine da fattori immunologici, spesso rappresentati dalla presenza, nel muco cervicale e talvolta nel siero, di anticorpi anti-liquido seminale. Ricordiamo che il Centro Iatropolis-Genesis Day Surgery del dottore ginecologo Raffaele Ferraro è all'avanguardia per i trattamenti di fecondazione assistita. Nel 2025 sono stati oltre 600 i cicli di PMA effettuati dalla clinica con sede in Caserta. Inoltre, la stessa Genesis Day Surgery, è leader nella crioconservazione di ovociti e liquido seminale che permettono alla coppia di poter ritardare la gravidanza a quando si vuole.

Dal ginecologo. L'adenomiosi, da non confondersi con l'endometriosi

Oggi ci occupiamo dell'adenomiosi (condizione estrogeno-sensibile che colpisce le donne in età fertile) . Essa non va confusa con l’endometriosi. Con il primo termine, infatti, intendiamo una presenza patologica di tessuto ghiandolare endometriale nel contesto del miometrio. Adenomiosi ed endometriosi possono anche convivere ma, come detto, sono due cose differenti. La prima può causare disordini mestruali e può portare a dolore e sanguinamento uterino atipico. Inoltre può provocare deformazione e accrescimento uterino con conseguenti difficoltà legate a fertilità e gravidanza. 

L’adenomiosi colpisce le donne in età fertile e può generare una reazione infiammatoria cronica caratterizzata da ispessimento della parete uterina che può essere localizzato e nodulare (adenomioma) oppure interessare ampie aree della parete uterina, spesso a livello posteriore, dando luogo all’adenomiosi diffusa. In una forma lieve, secondo alcuni studi, un quinto delle donne ultraquarantenni sarebbe colpito. L’adenomiosi sembra ridurre le probabilità di concepimento e aumentare quelle di aborto. Inoltre può essere causa di dismenorrea (mestruazione dolorosa) e di aumento della quantità del flusso. Per capire se si ha o meno l’adenomiosi bisogna innanzitutto recarsi dal ginecologo, il quale probabilmente prescriverà una ecografia transvaginale oppure una risonanza magnetica. La diagnosi definitiva viene posta attraverso l’esame istologico. 

Per quanto riguarda la terapia, nelle forme lievi, il ginecologo potrebbe consigliare farmaci analgesici e anti infiammatori. Nei casi più importanti invece potrebbe essere associata una pillola contraccettiva. Ulteriore strategia farmacologia è quella di indurre la menopausa. In caso di fallimento della cura, si deve procedere all'isterectomia che risolve definitivamente l'adenomiosi. Il Centro Iatropolis-Genesis Day Surgery diretto dal Dottore Raffaele Ferraro è leader nella ginecologia e nella Fecondazione Assistita. Per info potete chiamare lo 0823 325388 oppure potete scrivere a genesiscaserta@gmail.com.

Voglia di avere un figlio. Infertilità maschile: i due tipi di trattamento

L'infertilità può colpire la donna ma anche l'uomo. E si può verificare anche una infertilità che riguarda sia l’uomo che la donna. Noi oggi ci occupiamo di quelle che possono essere le terapie per l’infertilità maschile in vista di una possibile Fecondazione Assistita, ricordando che il Centro Iatropolis-Genesis Day Surgery di Caserta è leader nel Meridione per i trattamenti contro l'infertilità e soprattutto è all'avanguardia nelle tecniche di fecondazione assistita. 

Le cause di infertilità vengono analizzate dall’andrologo che è anche colui che si occupa di decidere la terapia più adatta per il paziente. Ci sono due tipi di trattamento dell’infertilità maschile: quello eziologico e quello empirico. Il primo si adotta quando quando si individua la causa del problema e quindi è possibile un trattamento mirato. Ad esempio la varicocelectomia, quando indicata, assicura la rimozione di un fattore di rischio per la fertilità, il varicocele. Se invece dovessimo trovarci di fronte all’azoospermia (assenza di spermatozoi nel liquido seminale) ostruttiva il trattamento può essere rappresentato dalla disostruzione delle vie seminali. 

Un’altra possibile infertilità riscontrabile, abbastanza comune, è rappresentata dalle infezioni genitali, che devono essere trattate con terapia specifica dopo esami colturali specifici. Per l’ipogonadismo ipogonadotropo (patologia ormonale in cui vi è un ridotto funzionamento dei testicoli per la presenza di un deficit di produzione di gonadotropine FSH ed LH da parte della ghiandola ipofisi) la terapia di scelta di solito è il trattamento ormonale combinato con gonadotropine, che permette in una buona parte dei casi la ripresa della spermatogenesi. Passiamo ai casi di trattamento empirico dell’infertilità maschile che si adotta quando non è possibile formulare una diagnosi precisa. Questo trattamento tende a migliorare la quantità e la qualità degli spermatozoi, aumentando così la probabilità di fecondazione e gravidanza. In questi casi è frequente l’uso di sostanze antiossidanti, vitamine e, in casi selezionati, anche di alcuni ormoni.