Come può essere trasmessa la MENINGITE e... Parla il dott. Giovanni Di Caprio

Considerando i numerosi messaggi dei nostri lettori, arrivati in mail, negli ultimi giorni, abbiamo deciso di approfondire il discorso sulla meningite. E allora abbiamo chiesto un parere al dottore Giovanni Di Caprio, esperto in M
alattie Infettive
Che cos’è la meningite batterica e chi la provoca?
È un’infezione acuta, grave, delle membrane che rivestono e proteggono il Sistema Nervoso Centrale (meningi).
L’eziologia delle meningiti batteriche varia a seconda delle età e dei fattori di rischio, ma sono tre i microrganismi più frequentemente riscontrati: Streptococcus pneumoniae (pneumococco), Neisseria meningitidis (meningococco) ed Haemophilus influenzae. A questi si aggiunge la Listeria monocytogenes, di solito dopo i 50 anni di età. Nel neonato la meningite è più frequentemente provocata da Streptococco agalactiae ed Escherichia coli con, ancora, la Listeria al terzo posto.

E’ vero che è in aumento?
No, nel 2016 il numero totale di meningiti batteriche è stato pari a 1376 casi, andamento in lieve diminuzione rispetto al biennio 2013/2014 (1419/1479 rispettivamente) e soprattutto rispetto al 2015 (1815). Il trend in Campania rispecchia quello nazionale.
(Istituto Superiore di Sanità)

Trasmissione e sintomi
Il contagio avviene per inalazione di secrezioni nasofaringee infette o, più raramente, per diffusione diretta da infezioni contigue, come otiti, mastoiditi o traumi.
Febbre, alterazione dello stato di coscienza e rigidità nucale costituiscono la triade sintomatologica classica della meningite batterica dell’adulto, ma sono presenti solo nel 50% dei casi e possono associarsi con frequenza variabile a cefalea, fotofobia, vomito cerebrale, contratture muscolari e convulsioni.
Nel neonato la sintomatologia è maggiormente aspecifica ed è caratterizzata da irritabilità, difficoltà ad alimentarsi, disturbi respiratori e sonnolenza.
Nel 10-20% dei casi, la malattia ha un decorso fulminante, che può portare al decesso in poche ore, anche in corso di una terapia corretta.

Diagnosi
Il sospetto clinico va confermato mediante esami colturali, microscopici, di biologia molecolare su liquor cefalorachidiano, prelevato mediante rachicentesi, e su sangue. È fondamentale porre diagnosi precoce in modo da poter iniziare tempestivamente la terapia antibiotica adeguata.

Cosa fare in caso di contatto?
Somministrazione di antibiotici (chemioprofilassi) per 1 o 2 giorni in base all’età e alla molecola scelta dal medico

A chi somministrare la profilassi?
A tutti coloro che abbiano avuto un contatto stretto e di almeno 4 ore con un soggetto affetto da meningite da Neisseria meningitidis nei 5-7 giorni precedenti l’inizio dei sintomi.
Il meningococco è estremamente fragile nell’ambiente esterno, per cui non è necessario somministrare antibiotici a chi non rientra nella categoria sopracitata, chiudere o sanificare ambienti frequentati dal paziente.
È raccomandata, inoltre, la chemioprofilassi in caso di contatto con pazienti affetti da meningite da Haemophilus (soprattutto ai bambini non vaccinati).

Vaccinazione

La vaccinazione è lo strumento più efficace per la prevenzione della meningite batterica. In Italia sono disponibili vaccini diretti contro gli agenti principali responsabili della meningite batterica.

Dott. Giovanni Di Caprio
Esperto in Malattie Infettive 
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