INFERTILITA' DONNA. Il ruolo delle Malattie Sessualmente Trasmesse e delle INFEZIONI (prof. R. Ferraro)

Le malattie sessualmente trasmesse sono infezioni causate da una moltitudine di agenti patogeni, prevalentemente di natura batterica, micotica, virale o protozoaria.
E’ evidente, quindi, che anche un patogeno solitamente presente a livello dell’apparato urinario possa venire a contatto con le vie genitali. Durante i rapporti sessuali la possibilità che ciò accada è maggiore.
L’infezione da parte di questi può potenzialmente influire sulla fertilità della coppia, dal momento che l’azione patogena si svolge prevalentemente a livello degli apparati urinario e genitale, apparati che sono messi in comunicazione con l’ambiente esterno tramite vie che sono estremamente ravvicinate nella donna (il meato uretrale e l’orifizio vaginale distano l’una dall’altra non più di due cm), mentre nell’uomo addirittura coincidono (il dotto eiaculatore ed il tratto terminale dell’uretra sono unica struttura).

IN CHE MODO UN'INFEZIONE PUÒ CAUSARE UNA CONDIZIONE DI INFERTILITÀ FEMMINILE?
Nelle donne, l’infezione può causare lesioni a carico delle vagina (vaginite), della cervice uterina (cervicite), dell’endometrio (endometrite),del miometrio (metrite) e delle tube (salpingite/annessite). Il danno tubarico, in particolare, è la base di molti casi di infertilità femminile.
Alcuni agenti patogeni, agendo a livello delle tube, causano danni tubarici innescando tutta una serie di meccanismi difensivi da parte dell’organismo mirati all’eradicazione dell’infezione ed alla successiva riparazione del tessuto tubarico danneggiato. Tale processo ripartivo può, talvolta, esitare in cicatrizzazione fibrosa con conseguente ostruzione della cavità (lume) tubarica, di grado variabile tra lieve e severa, la quale è purtroppo un fenomeno irreversibile.
Maggiore  è il grado di ostruzione, maggiore sarà la difficoltà incontrata dagli spermatozoi a raggiungere, e quindi fecondare, la cellula uovo. La riduzione della funzionalità culmina con l’occlusione tubarica.
I più comuni e conosciuti germi coinvolti nella patologia uro-genitale sono senza dubbio la Clamidya (che nella donna è spesso causa di infezione cronica dell’utero o danni alle tube talvolta irreversibili), Mycoplasma ed Ureplasma (che possono causare un aumento della infertilità o sterilità per il danno infiammatorio utero annessiale e pelvico; da non sottovalutare inoltre l’aumento delle gravidanze extrauterine legate a tali fenomeni infiammatori), Trichomonas (cervicite, vaginite e, in assenza di adeguato trattamento, aumenta la possibilità di sviluppare malattia infiammatoria pelvica), HPV (principale agente responsabile del carcicoma della cervice uterina) ed infine germi comuni (Streptococco, Stafilococco, Escherichia Coli ed altri enterococchi).
Gli stessi microrganismi possono causare patologie genito-urinarie nell’uomo con danno alla capacità riproduttiva maschile.
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