Terza puntata Malattie Sess. Trasmissibili: HPV, Epatite B e C e... (dott.ssa N. NACCA)

LE MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI (TERZA ed ULTIMA PARTE)
Per malattie sessualmente trasmesse si intendono delle infezioni che possono trasmettersi prevalentemente, o anche, attraverso i rapporti sessuali.

Queste infezioni possono essere determinate da
batteri, miceti (funghi), parassiti o virus. Possono causare alterazioni localizzate unicamente o prevalentemente agli organi genitali, oppure anche, o solo, a organi e sistemi extragenitali.

HPV
Il Papova virus, o papilloma virus (Human Papilloma Virus) è un virus estremamente diffuso, tanto che si calcola che circa il 70-80% della popolazione sessualmente attiva venga infettato in qualche momento della vita, di solito in giovane età, quando comincia l’attività sessuale. Si trasmette soprattutto per via sessuale, anche se non sempre è possibile risalire alla fonte di contagio. Non si può escludere anche una trasmissione per via non sessuale, attraverso acqua o oggetti contaminati.L'HPV è un virus oncogeno, cioè ha la capacità di causare alterazioni pretumorali e tumorali delle cellule della mucosa che riveste il collo dell'utero, determinando quindi il tumore del collo dell'utero (cervice).L'HPV ha vari sottotipi, che hanno diversa potenzialità di causare trasformazioni tumorali. Tuttavia, solo una piccola minoranza delle persone venute a contatto con il virus avrà problemi di questo tipo, perché il loro sistema immunitario riesce ad eliminarlo, e fortunatamente il tumore è preceduto da alterazioni pretumorali (displasie) che si possono facilmente curare con terapie conservative, come la rimozione della sola piccola parte di mucosa colpita. Queste alterazioni vengono classificate come CIN (Cervical Intraepithelial Neoplasia) o SIL (Squamous Intraepithelial Lesion). Molte spesso le lesioni da HPV vanno incontro alla regressione spontanea, per cui molti casi di displasia lieve non si trattano ma vengono solo controllati nel tempo. Le lesioni da HPV che causano alterazioni tumorali o pretumorali del collo dell'utero non causano lesioni nel maschio. La maggior parte degli esperti ritiene che l’uso di metodi come il preservativo per evitare il contagio non sia proponibile a livello pratico. Alcuni tipi di HPV possono causare invece i condilomi genitali, specie di verruche che si localizzano alla zona vulvare nella femmina e sul pene nel maschio. Queste lesioni hanno un potenziale oncogeno molto scarso, mentre sono molto infettive per cui vanno trattate. Il modo più semplice è quello di applicare localmente una soluzione a base di podofillina, e solo se questa risulta inefficace passare alla rimozione con diatermocoagulazione o laser. In questo caso, quando una dei due partner è affetto, è essenziale usare il preservativo fino a completa guarigione per non contagiare l’altro. Le terapie di rimozione del CIN sono ambulatoriali e praticate in anestesia locale, e non danno nessun effetto negativo sulla successiva capacità di avere gravidanze.La diagnosi di infezione da HPV si fa visivamente nel caso dei condilomi, mentre il pap-test e i test virali (Virapap) individuano la presenza del virus nelle cellule del collo dell’utero.
HIV, epatite B e C
Queste malattie virali sono accomunate dal fatto che, nonostante la trasmissione attraverso i rapporti sessuali sia frequente o possibile, i sintomi non si manifestano a livello dei genitali. Il virus dell’immunodeficienza acquisita (HIV) colpisce il sistema immunitario, mentre HBV e HCV possono causare infezioni del fegato denominate rispettivamente epatite B e epatite C.L’HIV si trasmette attraverso il sangue (piccole escoriazioni sui genitali), lo sperma e le secrezioni vaginali. L’unico sistema di evitare il contagio con una persona infetta è quello di utilizzare il preservativo durante i rapporti sessuali.
L’HBV può facilmente trasmettersi attraverso i rapporti sessuali, ma la vaccinazione del partner evita il contagio.
L’HCV non ha un grosso rischio di trasmissione per via sessuale (circa 5%), ma non è ancora disponibile la vaccinazione.

L’HIV può trasmettersi dalla madre al feto durante la gravidanza e il parto.Il rischio di trasmissione è attualmente molto ridotto utilizzanti farmaci antivirali durante la gravidanza, praticando il taglio cesareo ed evitando l’allattamento al seno. Il rischio di trasmissione dell’HBV al neonato è quasi azzerato praticandogli la vaccinazione nei primi giorni dopo la nascita. L’HCV non ha un rischio di trasmissione al feto molto elevato, ma non ci sono modi per evitarlo. Taglio cesareo e evitare l’allattamento non si sono dimostrati efficaci, per cui non sono attualmente raccomandati.
Dott.ssa NUNZIA NACCA
Ostetrica - Centro Iatropolis - Genesis Day Surgery
info: genesiscaserta@gmail.com
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